Sabato 5 febbraio 2000 alle tre del pomeriggio l'Italia inizia la sua avventura nel Torneo delle Sei Nazioni, manifestazione che proprio da quel giorno assume quella denominazione dopo che per novant'anni era stato il Torneo delle Cinque Nazioni.

   Per i profani è difficile capire a fondo una manifestazione che affonda le sue radici nella seconda metà del diciannovesimo secolo, come sfida tra le quattro compagini britanniche, Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda. Una manifestazione che, fino al 1993 ovvero la centodecima edizione, non ha mai avuto ne un comitato organizzatore ne una classifica ufficiale, ne tanto meno un trofeo vero e proprio da consegnare al vincitore. 

   Infatti, fino al 1993 l'unico trofeo vero e proprio del torneo delle Cinque Nazioni era la Calcutta Cup assegnata annualmente alla vincitrice della sfida tra Inghilterra e Scozia.  Ma in quell'anno nasce un vero e proprio comitato organizzatore che ufficializza la classifica del torneo e mette in palio una coppa: l'International Trophy.

   L'inizio di tutto, seppur non sia il vero principio del torneo, risale al 1871, alla sfida tra Scozia e Inghilterra disputata a Raebum Place a Edimburgo.  La prima federazione rugbistica è nata quell'anno, il 26 gennaio al Pall Mall Restaurant di Regent Street a Londra, è la la Rugby Football Union inglese nata per riunire i club nati nell'isola. La partita di Edimburgo è una sfida di rugby arcaico.  In campo 20 giocatori per squadra si affrontano in due tempi di 50 minuti ciascuno.  La prima e unica meta la segnano gli scozzesi con Angus Buchanan, ma viene assegnata solo dopo dieci minuti di accese discussioni in campo.  Di quell'episodio viene ricordata l'espressione dell'arbitro della gara, lo scozzese H.H.Almond:"Devo dire, comunque, che quando un arbitro ha un dubbio, penso sia giustificato nel prendere una decisione contro la squadra più rumorosa. Probabilmente è nel torto". La partita viene vinta dalla Scozia con una metà e un calcio tra i pali (goal) contro un solo goal messo a segno dagli inglesi.  

   L'albo d'oro vero e proprio ha inizio nel 1883, ma i vincitori vengono riconosciuti a posteriori solo nel 1899.  Molti hanno provato a definire una data esatta di inizio della competizione ma nessuno vi è mai riuscito definitivamente.  La competizione nasce dalla consuetudine delle formazioni britanniche di affrontarsi con cadenza annuale (almeno nelle intenzioni) seppure non esista un vero e proprio calendario, ne una classifica riconosciuta.  La prima classifica fu pubblicata dal Times solo nel 1896.

   Le partite sono molto diverse da quelle che conosciamo.  I giocatori sono divenuti 15 per squadra nel 1877 e l'arbitro non corrisponde affatto alla figura attuale.  Fu solo nel 1869 che la scuola di Marlborough introdusse le figure di due arbitri scelti dai capitani delle squadre il cui compito era solo di ratificare le segnature.  Nel 1874 la Rugby Union inglese introduce la figura dell'arbitro, ma solo se viene espressamente richiesto da entrambe le squadre, nel 1880 concede all'arbitro di punire chi contravviene alle regole e solo nel 1885 consente l'utilizzo del fischietto per farsi sentire in campo.

   Il torneo rimane confinato alle isole britanniche sino al 1910 quando la Scozia decide finalmente di riconoscere ed affrontare la Francia, cosa che le altre Home Unions facevano già da alcuni anni.   Il 1° gennaio del 1910 a Swansea in Galles la nazionale transalpina fa il suo debutto nel Cinque Nazioni.  Una partita strana durante la quale più volte i gallesi interrompono il gioco per spiegare ai francesi le regole.  La prima vittoria francese arriva il 2 gennaio del 1911 allo stadio Colombes (quello delle Olimpiadi di Parigi del 1924) nella partita con la Scozia per 16 a 15.  Ma è un episodio unico, allo scoppio della prima guerra mondiale la Francia ha disputato 19 partite perdendone 18 e per di più i giornali britannici non si sono ancora accorti che la Francia partecipa alla manifestazione.

   La prima guerra mondiale impone alla competizione di fermarsi e, soprattutto, impone alle nazioni un tributo terribile.  Tra britannici e francesi rimangono sul campo circa due milione di soldati e tra loro circa cento giocatori di rugby di valore internazionale.  Alla ripresa dei giochi, nel 1920, le squadre portano i segni della guerra.  Il 1° gennaio 1920, dieci anni dopo l'ammissione della Francia, si disputa a Parigi la prima sfida del dopoguerra.  In campo ci sono cinque atleti che hanno perso un occhio in battaglia ed il pilone francese Lubin-Lebrere cui i medici hanno estratto dal corpo ben quattordici proiettili.  

   Tra il 1922 e il 1923 il pastore della chiesa di Scozia Eric Liddell gioca sette delle otto gare giocate dalla sua rappresentativa segnando ben quattro mete: Poi abbandonerà il rugby per prepararsi alle Olimpiadi di Parigi del 1924 dove, come raccontato da Hugh Hudson nel celebre film Chariots of Fire (Momenti di gloria), conquisterà la medaglia d'oro dei 400 metri piani  rifiutando di gareggiare nella finale dei 200 perchè disputata di domenica, giorno riservato al Signore.  

   Nel 1931 la Francia viene estromessa dalla competizione.  In Francia si disputa un campionato di Club ed i giocatori ottengono compensi per le partite o vantaggi di altra natura.  Il professionismo non è assolutamente ammesso e le Home Unions rifiutano di giocare contro chi ha infangato la natura dilettantistica del rugby.

   L'incombere del secondo conflitto mondiale impone un nuovo stop alla manifestazione che riprenderà solo nel 1947 riammettendo la Francia.  La prima gara del dopoguerra è Francia-Scozia terminata 8-3, nella quale il capitano scozzese Keith Geddes informa l'arbitro della regolarità della meta francese, che lo stesso arbitro non stava assegnando, meta che consentirà ai transalpini la vittoria.   Nel '47 vince il Galles, avvalendosi della rapidissima ala Ken Jones successivamente medaglia d'oro nella staffetta 4x100 alle Olimpiadi di Londra del 1948.  Proprio nel 1948 l'Irlanda conquista il Grande Slam, ovvero la vittoria in un solo anno su tutte le avversarie, che resterà, fino ad oggi, l'unico della sua storia.  Nello stesso anno la Francia, dopo 38 anni dalla prima partecipazione, vince per la prima volta in Galles, guidata dall'indimenticato capitano Jean Prat che la condurrà nel 1951 anche alla prima vittoria a Twickenham contro l'Inghilterra.  Il 1951 coincide con la prima vittoria francese, seppure alla pari con Galles e Irlanda. E finalmente, nel 1959, alla loro ventinovesima partecipazione, i galletti francesi conquistano il loro primo torneo.

     Dopo la seconda guerra mondiale il Cinque Nazioni viene interrotto una sola volta.  Domenica 30 gennaio 1972, "Bloody Sunday" a Londonderry, nell'Irlanda del Nord i soldati inglesi uccidono tredici manifestanti irlandesi.  Tutta l'Irlanda insorge costringendo Scozia e Galles a rinunciare alla trasferta a Dublino, rendendo incompleto il torneo.  Proprio in quell'anno l'Inghilterra perde tutte e quattro le partite ricevendo per la prima volta il cucchiaio di legno in quasi cent'anni di gare. 

   Gli anni '70 e '80 sono avidi di vittorie per i bianchi d'Inghilterra, tanto che quando nel 1982 vincono in trasferta a Parigi, il pilone inglese Colin Swart, nella vita professore, viene trasportato in ospedale dopo essersi scolato un'intera bottiglia di dopobarba durante i festeggiamenti.  Per tornare alla vittoria gli inglesi prendono un allenatore francese, Pierre Villepreux, e finalmente tornano a vincere nel 1991.

   Nel 1993 nasce una classifica ufficiale, viene definito che sarà la differenza punti a stabilire il vicitore in caso di parità di punti e viene messa in palio una coppa: l'International Trophy o Championship Trophy, una coppa con tre manici e quindici lati che simboleggiano i quindici membri delle squadre in campo.

   Domenica 11 aprile 1999 Inghilterra e Galles disputano l'ultima partita del torneo delle Cinque Nazioni. Vince il Galles 32 a 31 con una trasformazione di Neil Jenkins nei minuti di recupero.  L'Inghilterra perde l'occasione di aggiudicarsi il Grande Slam e consegna, per differenza punti, la coppa alla Scozia che il giorno prima ha espugnato Parigi.  E' l'ultima edizione a cinque partecipanti, il 16 gennaio 1998, dopo lunghi anni di trattative, l'Italia è stata ammessa alla manifestazione, a partire dal 2000.

   La prima partita del Torneo delle Sei Nazioni va in scena sabato 5 febbraio 2000 alle tre del pomeriggio allo stadio Flaminio di Roma.   La Scozia campione in carica affronta l'Italia considerata da tutti come la vittima preannunciata.  Ma, davanti ai venticinquemila spettatori del Flaminio, l'Italia si impone superbamente per 34 a 20, dominando la Scozia con 29 punti di Dominguez.   Dopo 117 anni di storia è arrivato il momento del Six Nations Championship.

 

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